Posts Tagged ‘servizio militare’

S. Èffrena contro Il Filosofo

16 dicembre 2016
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falsi profeti e false profetesse

Perché si tende ad amare così tanto il servizio militare di leva? Perché probabilmente ha in sé qualcosa di poetico e disincantato nello stesso tempo. La poesia sta nell’applicazione del senso del dovere, che si articola nella solitudine delle scelte; il disincanto emerge dalla consapevolezza che con la fine del periodo (more…)

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Lo scomparso

11 aprile 2013
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La mia ex caserma

Pochi anni fa piantonavo il corpo di guardia della Capitaneria di porto di P. T., durante l’espletamento della leva militare. Alle più o meno piacevoli ore di servizio in ufficio si alternavano frequenti turni di guardia, presso l’ingresso della struttura, protetto da un vetro blindato dalle sfumature fatte di verde sbiadito.

L’episodio che qui riporto è avvenuto tra le 16.00 di un giorno d’estate e le 18.00 di due giorni dopo. Il mio primo servizio di scolta non armata era iniziato alle 14.00, come seconda comandata. Tutto si sarebbe dovuto svolgere nella più totale regolarità: Registrazione ingressi e uscite, interdizione di personale non autorizzato, accoglienza del personale marittimo per carico e scarico delle merci e servizio di centralino per le emergenze. Ovviamente il tedio era soverchiante e per questo tutti noi colleghi ci eravamo dotati di una console, una scacchiera e un buon campionario di giochi; se in teoria il povero militare di guardia sarebbe dovuto stare solo, all’erta e meditabondo, nella realtà stavamo sempre in quatto o cinque, disputandoci i migliori risultati nelle sfide videoludiche, sbraitando e ridendo furiosamente.

Alle ore 16.00 circa risposi a una telefonata esterna: mi veniva segnalata, da una voce in preda all’isteria, la scomparsa in mare di un pescatore. Raccolti i dati essenziali, contattai senza indugio l’ufficiale d’ispezione, riferendogli per filo e per segno le informazioni trascritte. In breve l’apparato di soccorso si mise in moto e con la collaborazione interforze tra Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia Forestale, cominciarono le ricerche ad ampio raggio nell’area presunta in cui era ragionevole circoscrivere la sciagura.

Tuttavia, nonostante la tempestività delle operazioni, nessun mezzo di soccorso riuscì a trovare il disperso; data la condizione non proprio serena del mare, si riteneva probabile che lo sventurato fosse affogato e poi inghiottito dal mare, preda delle correnti. Tuttavia i famigliari ricordavano con certezza che egli aveva in dotazione una muta; se fosse stato così e se l’avesse indossata, presto o tardi il corpo sarebbe stato localizzato, date le proprietà di galleggiamento tipiche di quella attrezzatura. Ma quella prima ondata di interventi non portò risultati rassicuranti; alcun corpo era stato rinvenuto; i famigliari disperavano di risolvere felicemente la faccenda e tutti noi, in fondo, pensavamo che presto il mare avrebbe avuto la sua nuova vittima sacrificale. Non molto tempo prima, un corpo assolutamente decomposto era stato rinvenuto da una nostra motovedetta, non lontano dalla baia; quei miseri resti appartenevano a un marittimo scomparso alcuni mesi addietro. Un nostro collega che faceva sempre il gradasso sulle sue doti di uomo duro, raccontò che non poté resistere ai conati che gli suscitò la vista e la puzza spaventevole delle carni disciolte. Mai credere a chi si vanta. Risi della sua idiozia e mi divertii a fargli le domande più scabrose su quei resti immondi, per vedere ancora il disgusto riempire i tratti del suo volto e renderlo ridicolo innanzi a tutti noi. (more…)