Archive for luglio 2015

Bruno testa, Storia del museo Rimbaud

21 luglio 2015

testa+livre

Come Arthur il delinquente è diventato l’idolo di Charleville

Mentre il museo Rimbaud è in fase di ristrutturazione, in attesa di essere inaugurato il 27 giugno, Bruno Testa ripercorre le principali tappe della sua storia nel suo libro «D’Arthur le voyou à l’idole Rimbaud» (edizioni PMR).

Cosa sappiamo del museo Rimbaud? Cominciamo dall’inizio. Sappiamo che Rimbaud non riuscì a imporsi subito nella sua città natale; anche in questo caso è vero il detto che nessuno è profeta in patria. Si aggiunga a questo che il rapporto tra il giovane poeta e la sua città non è stato sempre idilliaco; nella sua corrispondenza non si contano i motteggi contro Charleville, spesso ribattezzata Charlestown; senza contare che spesso egli la definisce «la più idiota tra le piccole città di provincia».

Arthur il delinquente

Dal canto loro i cittadini di Charleville non mancarono di reagire alle sue provocazioni. Tanto è vero che nel 1901 il direttore de La croix des Ardennes scrisse:
Qui vengono prodotti dei meravigliosi chiodi, bulloni solidi, catene robuste, apparati di riscaldamento solidi e igienici; tutte cose che, venendo fuori dai nostri stabilimenti, renderanno molto più all’immagine del nostro paese di quanto possa fare tutta l’opera di Rimbaud.

Eppure dobbiamo riconoscere che Rimbaud è stato rapidamente onorato anche dalla sua città natale, grazie ai poeti parigini  e anche dei suoi amici ardennesi. Basti per tutti, l’episodio del busto a lui dedicato, per il quale si susseguirono tre inaugurazioni. La prima avvenuta dopo la sua morte, quando amici e ammiratori decisero di glorificare le Ardenne dedicando un busto di bronzo a uno dei più grandi poeti della Francia.
Questo primo busto è stato inaugurato il 21 luglio 1901 in Square de la Gare. Ma si deve attendere molto tempo prima della predisposizione di un museo e per varie ragioni. Prima di tutto non c’era unanimità per tale decisione; poi, le sue poesie non erano proprio le classiche poesie da recitare alla lavagna; e infine, la sua vita si è svolta molto fuori da Charleville e dalla Francia, ragione per cui vi era una grande scarsità di materiali personali. Per questo di dovette attendere il 1954, l’anno del centenario dalla nascita, per far uscire Rimbaud dal suo purgatorio.

Quell’anno si è tenuta una grande esposizione presso la Biblioteca Nazionale grazie alla collezionista Suzanne Briet, nativa di Attigny, nelle Ardenne. Fu uno spettacolo memorabile! I musei di Francia, Louvre, Versailles, il museo dell’Uomo, l’Archivio di Francia, il museo di Charleville e le biblioteche provinciali ed estere, tra cui l’ambasciata francese in Egitto, unirono gli sforzi per mettere insieme più di 1200 documenti!

Le tre tappe del museo

Il museo Rimbaud è nato in quel momento? Sì e no. Il 17 ottobre 1954, aprofittando della collocazione del terzo busto di Rimbaud nella square de la Gare, le autorità formalizzarono il primo embrione di quello che può definirsi museo Rimbaud. Ma in realtà il museo era ridotto a una stanza singola del museo Civico al numero 2 di rue de Musée, presso l’ex convento de Sacro Cuore. Questo primo embrione di museo comunque è un grande passo avanti. C’è comunque da sapere che il museo Municipale aveva già creato nel 1912 una piccola collezione di oggetti appartenuti a Rimbaud. Una collezione modesta, incorporata ad altre collezioni museali.
Il secondo passo importante fu quello di collocare tutto il materiale, nel 1969, presso il Vecchio Mulino. Ma venne collocato solamente al secondo piano. In città, la parte grossa, spetta sempre al museo delle Ardenne, specializzato nelle arti e nelle tradizioni. Bisogna attendere il 1994 perché il museo Rimbaud diventi veramente un museo autonomo, separato dal museo delle Ardenne a sua volta ricollocato nella sua nuova locazione, presso piazza Ducale.

Il clan degli Ardennesi

La storia del museo Rimbaud è una storia anche delle Ardenne. Il museo sarebbe potuto nascere senza il contributo di Jean-Paul Vaillant? Questo personaggio, che lavorava per l’ufficio delle imposte, dedito alle cifre, era anche un uomo di lettere, autore di romanzi, opere teatrali e racconti dedicati alle Ardenne. Il presidente degli scrittori ardennesi, fondatore della Société des Amis de Rimbaud il 29 ottobre 1929 fu orgoglioso di avere tra i presidenti onorari della sua associazione Ernest Delahaye e Georges Izambard, rispettivamente compagno di studi e insegnante di Rimbaud, due uomini che sono parte integrande della leggenda del Poeta! Egli corrispose con loro come con altri rimbaudiani dell’epoca, tra cui Jean-Marie Carré, autore nel 1926 della biografia La vie aventureuse de Jean-Arthur Rimbaud che ha avuto un buon successo e ha portato Rimbaud a conoscienza di un pubblico più ampio.
Faceva parte del gruppo anche André Lebon, sindaco di Charleville, che fu artefice della fuosione tra Charleville e Mézières. Deputato dal 1967 al 1978, egli giocò un ruolo importante nella storia del museo. In funzione di parlamentare, egli era spesso a Parigi, cogliendo l’occasione di arricchire il patrimonio librario del fondo Rimbaud. Nel 1969 egli pubblicò il primo libro del Centro culturale Arthur Rimbaud. Una volta ritiratosi dalla politica attiva, egli mise a disposizone della collettività i frutti della sua attività di appassionato rimbaudiano, chiamati spigolature rimbaudiane.
Dobbiamo citare anche Stéphane Taute, curatore dei musei di Charleville e lì bibliotecario fino al 1979. È grazie a lui che il fondo di Henri Matarasso si stabilirà a Charleville dando al museo la sua legittimità.
Infine non dimentico Alain Tourneux che ha preso la pesante eredità di Stéphane Taute e ha completato la metamorfosi del museo Rimbaud. A lui si deve la progressiva autonomia del museo Rimbaud; una trasformazione che sta a metà tra vecchio museo del Novecento un museo del futuro.

Bruno Testa

Traduzione di S. Èffrena 21 luglio 2015

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Inaugurazione del rinnovato Museo Rimbaud

3 luglio 2015

Come “gentilmente” ci fa sapere monsieur Bienvenu sul suo sito, il museo Rimbaud ha ripreso vita, enormemente rinnovato nei suoi interni, il 27 giugno 2015.

Purtroppo non posso postare qui le foto della inaugurazione, perché il signor Bienvenu, da francese, è molto geloso delle sue fotografie. Una gelosia che fa rima con “spocchia”.

Tornando al museo, ecco la sua suddivisione schematica:

plan musée

In questo articolo altre foto prese il giorno dell’inaugurazione.

Presto tradurrò l’intervento di Bruno Testa a proposito della storia del museo Rimbaud.

S. Èffrena

Conversazioni napoleoniche 2015: a Waterloo, 200 anni dopo

3 luglio 2015

NAPOLEONE E IL SUO TEMPO

A Waterloo, 200 anni dopo.

È questa la meta delle Conversazioni Napoleoniche di quest’anno, appuntamento estivo che da nove edizioni caratterizza l’agosto culturale lucchese, che si svolge nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno.

E di quale altro luogo e tempo si potrebbero interessare le Conversazioni 2015, nell’anno in cui ricorre il bicentenario di una delle date chiave della storia europea e mondiale, la sconfitta per eccellenza, nonché la fine della vicenda politica e storia del mito tra i miti?

L’iniziativa è stata presentata alla stampa dal sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, dal vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Maido Castiglioni  e da Roberta Martinelli, direttore dei Musei delle Residenze Napoleoniche dell’isola…

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