Rapito

Rapito dal demone infernale
Fatto di assi lugubri mortuarie
Echeggianti in un vago baccanale
Tra porticati di statue incendiarie.
 
E lì sul mio osso occipitale,
Dove un morto graffia cifra decimale,
Mi accendo in un manto di vestale:
Virgo assurta a rango ancestrale.
 
Le arcate vagheggiano infinite
Per una città fatta di misteri
E di milze grondanti o trafitte.
 
I porticati vanno a fitti sentieri,
Su rovine cresciute in palafitte
E di cui sono persi i pensieri.
 
________________________
 
S. Èffrena, 30 novembre 2014
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