i vapori

fui sicario tra gl’infami,
e tra le folle mi perdetti,
nel lezzo di cromati reami.
 
fui filibustiere fra i tetti,
seduttore di dame d’avorio
in città dai fiumi stretti,
 
con panorami d’obitorio
guglie di nero splendore,
altere d’atto censorio.
 
m’involai in un bagliore
tra scoppi di granate,
in una guerra di dolore
 
 e le membra sì sfasciate,
dagli shrapnel micidiali
stavan stese e già straziate.
 
 poi le ere primordiali,
ove fui ‘l dio di una tribù
che adorava dèi equatoriali
 
e facea di umani carni e tabù,
immondo grasso nutrimento
del suo istinto macerato vieppiù.
 
è il mio demoniaco sacramento.
son libero in questa clessidra
di sfilarmi per grani in scoramento
 
e aspirare al nulla con testa d’Idra
dentro a fauci spaventose,
maeltröm di sabbia, luna anidra.
 
________________________________
 
S. Èffrena, 27 luglio 2014
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3 Risposte to “i vapori”

  1. nerodavideazzurro Says:

    Bellissimo intreccio di rime, simboli e immagini sensoriali vivide, pervasive.
    Davvero complimenti.

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