Le metamorfosi annunciate del museo Rimbaud

Le Moniteur propone un interessante articolo che esplica per sommi capi i dettagli del progetto di rinnovo e restauro del museo Rimbaud. Anche se è mezzanotte passata, ho deciso di inserire la mia traduzione dell’articolo davvero interessante. Se il progetto è proprio come viene qui illustrato, credo che a tutti i costi dovrò vedere i risultati di questo splendido lavoro.

S. Èffrena

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Il vecchio mulino di Charleville-Mézières, che accoglie il museo Arthur-Rimbaud.

Ridisegnato dagli architetti Julien Abinal e Edouard Ropars, associati al plasticista Claude Lévêque e allo scrittore Stéphane Bouquet, il museo Arthur Rimbaud a Charleville-Mézières (Ardenne) mostrerà nella metà del 2015, le tracce, l’eredità e le influenze contemporanee del lavoro del poeta. Un lavoro che abbraccerà tutta l’area museale.

È proprio a Charleville-Mézières che sta uno di quei piccoli musei di provincia come ce ne sono tanti. Eccentrico e un po’ angusto all’interno delle sue mura. Qui non c’è una vera e propria sala d’accoglienza né una boutique con oggetti “a tema”, e tanto meno una sala caffè. Tuttavia, con l’icona della contro-cultura globale, Patti Smith, madrina del museo, accoglie visitatori da tutto il mondo… Questo è il museo Arthur Rimbaud, dedicato alla rievocazione del lavoro e della breve esistenza di questo “selvaggio mistico” che era, nelle parole di Paul Claudel, il più famoso dei bambini della città (1854-1891). Ospitato dal 1969 in un ex mulino ad acqua (costruito nel 1626), sulla Mosa, ospita una raccolta di lettere (originali e facsimili), oggetti personali, stampe fotografiche, ecc., che riflettono la vita caotica di colui che voleva essere «veggente dopo un lungo, immenso e ragionato, sconvolgimento di tutti i sensi»… Magnetizzate dalla personalità del poeta, quindici squadre di architetti sono state invitate a competere tra loro. Vincitrice: una squadra guidata dagli architetti Julien Abinal e Edouard Ropars, associati al plasticista Claude Lévêque e allo scrittore Stéphane Bouquet.

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Reso accessibile al pubblico, il granaio evocherà gli anni giovanili del poeta.

«Amuleti»

«C’è spesso un equivoco, ossia che per raccontare la vita di qualcuno è necessario (e sufficiente) raccogliere i fatti, le prove, le tracce che ha lasciato. Ma i fatti, in generale, non esistono realmente. Ciò che esiste sono i loro echi e risonanze in un’anima», ha scritto Stéphane Bouquet. «Allora noi immaginiamo un museo che, per raccontare la vita di qualcuno, non mostra solo le tracce, soprattutto perché sono così poche nel caso di Rimbaud, ma un museo più vero, dove, attraverso la porta, ci si immerge nella testa dell’uomo a cui esso è dedicato.

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L’acqua, parte integrante del futuro itinerario museale.

«Wasserfall»

Rispettoso dell’edificio originale, il progetto si propone di rivelare tre grandi aree: il granaio (aperto al pubblico) , una prima campata (ingresso lato Charleville) liberata dei suoi vecchi tre piani e il “Wasserfall”, un arco costruito sopra la Mosa alto undici metri. Il “granaio” riunirà gli archivi sulla vita del giovane Rimbaud, dal momento in cui inizia a scrivere. La scena sarà organizzata intorno al granaio, luogo della memoria, concentrandosi su alcuni elementi come ad esempio il baule. Al secondo livello, “Parigi e poesia” saranno raccolte le tracce della vita parigina del poeta, la sua amicizia con Paul Verlaine, ma anche la vita letteraria e politica del suo tempo. Lo spazio “Partenze” arriverà dopo la spettacolare traversata della “Wasserfall”, prima della uscita nel giardino, e presenterà tutti i documenti che si riferiscono alla seconda vita dell’uomo con le suole di vento – i viaggi e la malattia – in uno spazio di rievocazione a tappe.

cadran

«Componimenti»

Tutti questi luoghi saranno collegati a un manoscritto originale che fa parte delle collezioni del museo: “Promontorio”, “Vocali”, “Alla musica” (Sur la place taillée en mesquines pelouses/Square où tout est correct, les arbres et les fleurs/Tous les bourgeois poussifs qu’étranglent les chaleurs/Portent, les jeudis soirs, leurs bêtises jalouses…). Saranno installate anche due spazi d’esposizione temporanei presso il centro dell’area e un caffè letterario. Una serie di installazioni perenni punteggeranno il percorso: il “Cadran” (scala monumentale della prima campata animata da sessanta punti luminosi che riflettono in due specchi alle estremità), “Wasserfall” (la ruota riattivata del mulino, che col suo moto creerà delle riflessioni vorticose, come l’acqua smossa), il “giardino di fiori bianchi” (un giardino progettato per essere sempre fiorito durante tutto l’anno). Questo viaggio si estenderà poi verso la punta occidentale dell’isola, il “belvedere dell’Addio”, sulla Mosa…
Il lavoro , dovrebbe durare diciotto mesi, sino all’estate del 2015.

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Il giardino sempre fiorito.

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5 Risposte to “Le metamorfosi annunciate del museo Rimbaud”

  1. Andrea Magliano Says:

    Ribadendo la mia totale ignoranza in materia, trovo però molto interessante il progetto e questi articoli, compresi gli aneddoti della pronipote, mi portano a volermi informare ancora di più!
    Un caro saluto Stelio :)

  2. ludmillarte Says:

    Stelio! dove eri sparito? tutto ok?
    certo, dopo la tua traduzione che illustra quanto intrapreso, si spera proprio nella realizzazione completa del progetto, caffè letterario compreso :)
    caro saluto
    Ludmilla

  3. Aphinar Says:

    Spero che il nuovo museo, non ripercorra la strada della maison di Rimbaud…dove solo la scala e il bagno danno le emozioni del passaggio Rimbaud in quei luoghi.
    Ti ho scoperto solo oggi e voglio complimentarmi per il lavoro che fai sul “nostro”.

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