Ancora sul museo Rimbaud – La pronipote ribelle

Come ho scritto nel mio precedente intervento, il museo Rimbaud è stato provvisoriamente ospitato presso il museo delle Ardenne, in Charleville-Mézières. Questo piccolo spazio è stato inaugurato alla presenza non solo di Alain Tourneux ma anche di Jacqueline Teissier-Rimbaud.
L’Ardennais dedica un piccolo articolo all’evento, raccontando un paio di aneddoti interessanti sulla famiglia del Poeta.

Qui di seguito la traduzione dall’originale:

L’arrière-petite-nièce rebelle d’Arthur Rimbaud

Jacqueline

Jacqueline somiglia alla sua antenata Isabelle, sorella di Arthur, come due gocce d’acqua.

Discreta, Jacqueline Teissier-Rimbaud, 68 anni, si è confusa nella piccola folla che ieri, al Museo delle Ardenne, era presente per l’inaugurazione dello Espace Rimbaud.
Opere e effetti personali del poeta di Charleville, saranno esposti in questo luogo fino all’apertura del nuovo museo omonimo, nel giugno 2015, dopo i lavori.
La signora Teissier-Rimbaud, pronipote del poeta, non ha parlato durante i discorsi ufficiali. Ma il suo silenzio non può però nascondere il vero fascino e ammirazione che prova per lo zio. Uno zio lontano verso cui aleggia ancora l’omertà tra i propri discendenti, dice Jacqueline.
Questo è il motivo per cui, secondo lei, gli altri discendenti dell’uomo dalle suole di vento brillano per la loro assenza in occasione di eventi culturali dedicati a esso.
Jacqueline discende dalla stirpe del fratello maggiore di Rimbaud, Frédéric. Quest’ultimo ebbe tre figli da Emilie, nonna di Jacqueline. La stessa che si è sempre opposta che la sua bambina aggiungesse il nome “Rimbaud” al suo.
«Non porterai il nome di quel farabutto!», le disse.

«Ma ho disobbedito a mia nonna e mi chiamo Rimbaud.»

La nostra interlocutrice ammette di aver disobbedito:
«Quando mia nonna è morta, ho fatto istanza di portare il nome Rimbaud. È stato negli anni ’80», dice. Allo stesso modo, la signora Rimbaud ha lottato duramente per raccogliere tutte le informazioni dalla sua famiglia sull’illustre antenato.
«Ho dovuto chiedere continuamente a mio padre, Pierre Rimbaud. Mi ha detto solo delle poesie di Arthur, e che era abbastanza».

È solo a 19 anni che Jacqueline otterrà notizie importanti sulla vita di Arthur.
«Suzanne Briet mi ha raccontato la vita di Rimbaud. Ha vissuto a Mont-de-Jeux, un piccolo villaggio delle Ardenne, accanto ad Attigny. Era confinante a mia nonna», ride Jacqueline.
La pronipote del famoso ardennese diventerà sempre più appassionata del suo antenato, nonostante il pesante silenzio che regnava intorno al poeta maledetto.
«Prima, quando un bambino era stravagante, tendevamo a nascondere il fatto. Qui, nelle Ardenne, non si parlava di Rimbaud per questo motivo», ricorda.
E ci racconta un aneddoto:
«Ho donato un dipinto raffigurante Rimbaud al café de l’Univers. Un giorno, quando sono tornata al café, ho chiesto dove fosse il ritratto. Mi è stato detto seccamente che era nel magazzino», dice.

Jacqueline Teissier-Rimbaud vive a Parigi. Pilastro della Associazione Amici di Rimbaud, lei torna a Charleville-Mézières frequentemente.
Nella foto, ha scelto di posare di fronte a un ritratto di Isabelle Rimbaud, sorella del poeta.
Quella stessa sorella che disse, alla morte del fratello, in una lettera alla madre:
Non è più un povero reprobo, quello che muore qui con me. Lui è un giusto, un martire, un eletto.

Arlyne JEANNOT

_______________

Terminata la traduzione dell’articolo, vorrei raccontare anche io un aneddoto che mi è capitato durante il mio ultimo viaggio a Charleville nel 2012.

La Teissier-Rimbaud racconta che il café de l’Univers si preoccupò, più che di esporre, di occultare il dipinto così gentilmente da lei donato. Paradossalmente, la mia accompagnatrice, competente pittrice, a sua volta e senza sapere di questo episodio, aveva preparato un piccolo ritratto di Arthur Rimbaud, liberamente ispirato alla foto – ritratto eseguita dal fotografo Carjat. Tuttavia, frequentando il café de l’Univers, non potevamo fare a meno di notare che, oltre al modo di fare, diciamo “burbero”, dei gestori (marito e moglie), ben poco del Poeta appariva dentro al locale. Da qui il dubbio concernente l’opportunità (e poi la vera e propria decisione) di donare il ritratto al museo Rimbaud, piuttosto che al café. Se i gestori che abbiamo incontrato sono gli stessi che conobbe la Teissier-Rimbaud negli anni ’80, allora la mia accompagnatrice pittrice è stata davvero fortunata.

S. Èffrena

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2 Risposte to “Ancora sul museo Rimbaud – La pronipote ribelle”

  1. E.R Says:

    Il Café de l’Univers non si smentisce mai :)

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