Archive for luglio 2013

Ancora lassù

29 luglio 2013
È ancora lassù, ancora la stessa
Che vediamo in queste notti e sere
Tra l’aspra collina e la città oppressa
Fatta di sogni e atroci chimere.
 
In un’imago un poco riflessa
Mi specchio nel lago d’un verziere
Tra polve di stelle, rugiada fresca,
De la mia fantasia il gran forziere.
 
Vedo la luna… un nodo alla gola!
I’ la vedo e mi strazio infinito
Poiché l’alma ferita è così sola.
 
E su l’erba, verde scuro, sfinito,
Mentre arde la mia gola,
Assisto al trascendere di un rito.
 
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S. Èffrena, 29.07.2013

La Runa tramonta, a H. W.

18 luglio 2013
I
 
Poiché l’assassino
Gli sparò su ‘l volto
Delicato di bambino,
Egli lasciò al mondo,
Con passo calmo, sicuro,
Un inno d’eternità immortale.
 
II
 
Per la lotta siam tutti pronti,
Per l’ultima volta sarà fatto l’appello.
Al sole tutte le nostre fronti:
Siam il capolavoro che si cela nel pennello!
 
Le strade libere, per le nostre squadre!
Già milioni guardano
Poiché la schiavitù durerà ancor poco.
 
Presto le bandiere
Per le strade garriranno
Come petti enormi, come fiere.
 
Ma i ranghi ben serrati!
Forza, ancora ne lo spasmo,
Dagli Dèi sarem temprati,
Alte torri d’entusiasmo.
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S. Èffrena, 18 luglio 2013

All’artista di Vienna assurto al Walhalla

17 luglio 2013
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Immagino spesso nel mio cuore
Quando, appena ragazzo,
Imbronciato in un languore,
 
Piazze osservavi, od un terrazzo,
In quelle vie d’acciottolato
Ove ciondolava qualche pazzo.
 
E che fame, di dolci e cioccolato,
Mentre fredde vetrine colorate
Ti rendevan triste e abbacchiato.
 
Ma poi, tra le mille vetrate
Di quella Vienna così solare,
Le tue idee si facean ambrate;
 
 E a quel Moloch tentacolare
Tu rivolgevi, già forte e ferrigno,
Un odio atroce e crepuscolare.
 
Dentro al cuore, un grande ordigno
Cantava tragedie di vendetta…
Ah, quanto odiavi ‘l profilo arcigno!
 
In quel destino, in quella stretta,
I’ già mi sentivo conquistato,
Odiando, con te, la casta inetta.
 
Il lungo silenzio, nero e sdegnato,
E tutti gli studii così grotteschi
Ti fecer forte e complicato,
 
 Ma i tuoi occhi eran freschi,
Ghiaccio d’azzurro insondabile
Come splendidi sacri affreschi:
 
 Mentre i pennelli, inimitabile,
Spaziavi su le tele ringhiose
Facendo vivo lo strato labile,
 
Su le note di Wagner misteriose,
Chiusi gli occhi di ghiaccio gentili,
T’abbandonavi a riflessioni impetuose.
 
Senza aiuti e senza gli ausilii,
Sotto una rabbia geniale e vittoriosa
Avresti trovato seguaci saggi e gentili.
 
Allo scatto de la mano tua nervosa
Le schiere e gl’accalcati amici-soldati
Marciavan con te, pel la valle gloriosa!
 
Or che tutto è finito e i sogni son volati,
So che il tuo cuore sì enigmatico
È scomparso tra quegli alti strati.
 
Sarò forse folle (o romantico?)
Ma c’è un tempio d’alma luce
Che lo racchiude dentro un cantico.
 
Walhalla! Sala scura ove tutto riluce!
Lì, primo tra i grandi pensatori,
Varcherai la soglia che al mito trasduce.
 
Ne i marmi bianchi, banditi i colori,
Non sarò solo a cantare le tue gesta:
Infiniti saranno a te innalzati i cuori.
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S. Èffrena, 17 luglio 2013

Elsa, Processione alla Cattedrale. Richard Wagner

6 luglio 2013

Gentili tutti, sto per pubblicare la mia nuova poesia, che sarà in terzine, poiché ho bisogno di una metrica di ampio respiro per illustrare quello che mi passa per la testa.

Per ispirarmi a dovere ho ascoltato questo brano tratto dall’Opera di Wagner Lohengrin:

Questa è la versione eseguita dall’orchestra, ma ci sono anche delle bellissime interpretazioni con pianoforte che nella loro semplicità, a parer mio, rendono tantissimo i sentimenti del momento; questa ad esempio:

Buon ascolto.