Archive for giugno 2013

Panorama di Bonorva, paese e campagna

19 giugno 2013
Panorama 01 - 02

Bonorva e panorama

Questa volta una foto la pubblico io; anzi, due foto, scattate dal sottoscritto con una Zenith comprata dagli ex sovietici sfruttando una classicissima pellicola in bianco e nero.

Bonorva è un bel paese, che ha due facce. Una faccia panoramica, fatta di distese vulcaniche, pascoli, fontanelle e abbeveratoi. Donne dai capelli neri e la pelle bianchissima. Poi la faccia dei bar e delle bettole, dove avvinazzati avventori biascicano prodezze in lingua sarda, interpretata nel dialetto del luogo. È quella la faccia dei buzzurri.

E poi il pane. Solo lì ho mangiato il pane più buono che possa ricordare e quando ne ho la possibilità, faccio scorta di tutte le varietà che mi può offrire la panetteria di fiducia.

Bello anche il cimitero, dove ci sono tombe antiche di alti borghesi ormai dimenticati ma che mantengono nella morte la dignità che ebbero in vita.

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Note drammatiche

13 giugno 2013
maggio, qual mese infame,
lo vedo sparire lì addietro,
appresso coltri gialle lontane
 
mentre un brivido tetro
mi ricorda straziante
il canto d’un maglio di vetro.
 
maggio, mese cangiante,
bruna canaglia d’eventi
tanto vaghi dentro un brillante
 
mentre correvo senza stenti
su ponti strade, acciottolati
attorniato da risa, strilli dementi
 
di pazzi contorti, avvinghiati,
d’una stradina sperduta
fatta di buio e aghi ghiacciati.
 
maggio, veggio una macchia sparuta:
pennuti grigi, io pavento,
cercan la preda ambita e perduta…
 
ma cos’è un gabbiano, senza ‘l vento?
essenza diafana, vaga gioia.
di ciò cerco in me il memento.
 
e in questa corsa che m’annoia,
posso ambire a stelle palpitanti?
o cadere ne l’inferno che mi scuoia…
 
maggio, cadaveri in delirium tremens,
barcollando, m’accollano accuse
ch’io affidi a una nota dolens.
 
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S. Èffrena, 13 giugno 2013

Di solito non amo spiegare le mie poesie e anche in questo caso non farò eccezione. Tuttavia devo rendere omaggio a una mia ex compagna di classe, Valeria, per la frase “affidi a una nota dolens”; mi aveva scritto queste parole sul mio diario scolastico a proposito di una piccola satira che riguardava il professore di italiano, che lei odiava profondamente. Ebbene, con quelle semplici poche parole aveva trasmesso una ironia pungentissima che non ho mai potuto dimenticare.

Poi. Dedico questa poesia al grande Gregory Bateson, che ha deciso di dichiarare conclusa la sua esperienza di blogger, per dedicarsi unicamente e giustamente alla vita concreta, quella fatta di sole che abbronza e di acqua che gorgoglia. Accidenti, senza di lui saremo a corto di buone, ottime immagini fatte di riflessione scritta. Qui la “nota dolens” è ancora più tragica che nelle intenzione della signorina Valeria. Un saluto Gregory! Ti rinnovo l’invito a conservare il tuo blog, magari stampandolo. Ma comunque sia, farai la scelta giusta.