Archive for maggio 2013

L’Invincibile

26 maggio 2013
Ipnotica. È la sua forza,
Fatta di nero, rosso e bianco.
Impenetrabile, la sua scorza,
Un potere eterno, mai stanco.
 
E nei petti, Ei tutt’afforza,
Fa unico, su un’unico banco,
Di mille volontà un’unica orza,
Sincero, veggente e franco.
 
Odiam l’immobilismo
Che ci ha resi, mediocri e ignavi,
E odiam il nichilismo
 
Che ci fé d’imago sordi schiavi.
Spazzeremo il bigottismo:
I nemici penderan pel mille travi.
 
______________________________
 
S. Èffrena, 26 maggio 2013
Annunci

L’inarrestabile

10 maggio 2013
image120
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Col Simbolo sul braccio
E l’Idea entro al cuore,
S’avanzava, senza impaccio:
Tutto rilucea in un fulgore!
 
Un mito forte, occhio di ghiaccio:
Pregavo: spazza via questo torpore,
Spezza tutto nel tuo abbraccio,
Annulla vaghi suoni e lo stridore!
 
Oh, ma son mutati i tempi,
Siamo soli, disillusi e disprezzati,
A fantasmi ridotti, bui ed empi.
 
Ma quanti sogni realizzati…
Poi distrutti tra lai e scempi,
Da vili barbari e scellerati. 
___________________
 
S. Èffrena, 10 maggio 2013

Vetro e Luna

5 maggio 2013
Occhi d’opale, falce di luna e vetro,
Notte d’azzurro e raggio silente;
Vedo una luce, è un pozzo sì tetro
Dentro al mio cranio aperto e stridente.
 
Lame sottili, non arretran di un metro,
Mentre thànatos seduco, languente.
Forse che sarà, dentro a ‘l ginepro,
Caleidoscopico colore aulente?
 
So cosa pensi o loto speciale:
Ne l’oriente straordinario
Mi porterai con forte maestrale.
 
Questo cuore, inver temerario,
Troverà spiaggia e brina siderale
Dentro un buio assoluto e leggendario.
 
_______________________
 
S. Èffrena, 05 maggio 2013
 
 

Alessandro

2 maggio 2013

Poesie e prose di S. Èffrena ©

 
Alessandro M. capitò nella mia classe durante la V Ginnasio e rimase con noi sino alla I Liceo, che non poté superare, nonostante con infinita clemenza, i professori gli avessero assegnato quattro materie da recuperare per settembre.
Suo padre era operaio specializzato in una compagnia petrolifera e, come accade a tutti i figli di questi professionisti, Alessandro aveva girato il mondo al suo seguito: Russia, Arabia Saudita, Sud America, ecc.
 
 La prima volta che lo vidi, era seduto all’ultimo banco, con aria un po’ smarrita, gli occhi dolci e inquieti, i capelli un po’ lunghi, jeans a zampa fuori moda e maglietta larga ti tipo indiano, in lino. Era uno nuovo, diciamo, approdato in classe per compiere regolarmente gli studi delle scuole superiori. Non è che provenisse, in quel momento, da un paese estero; era solo il suo ennesimo trasferimento, questa volta da Genova e il suo accento era proprio…

View original post 1.628 altre parole