Coste torride

Andavamo per le coste africane,
andavamo a marce furenti,
Venivamo da lande lontane.
 
I’ vedea rettili e serpenti,
Portavo il mio fucile a tracolla
E i miei ordini eran diligenti.
 
La sete fin dentro le midolla
Tormentava le gole arse,
Ma guai, guai! Se alcuno caracolla!
 
Tribù di negri, genti sparse
Tendevanci trappole mortali:
Qualcuno moriva, le mani riarse.
 
E uccidevamo, mandavam strali
Invincibili da’ nostri fucili,
Rispettando le consegne ed i segnali.
 
Tra noi non vi eran vili,
Tutti fuggivam però dalla vita
Che avevamo in spregio, o incivili!
 
Qualche volta scorgevo una pepita,
Ne gli occhi morti d’un selvaggio,
Una lacrima ch’io rubavo con le dita.
 
Mi dicevo: «Se siamo a maggio,
come può questa acqua incorrotta
non evader dentro un raggio?».
 
E cantavamo, in la ridotta,
I’ e miei compagni di ventura,
Per non pianger, sotto la sabbia dirotta.
 
Che mitica avventura!
Vivevamo ne l’asprezza
Dominanti la natura.
 
Or il fiato mi si spezza,
Son di guardia, notte fonda.
Miro la luna, gelida ebrezza.
______________________
 
S. Èffrena, 7 marzo 2013
Annunci

Tag:

Una Risposta to “Coste torride”

  1. gregorybateson Says:

    L’ha ribloggato su gregorybateson.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...