Autoironia d’uno sconfitto amoroso

Ella vagava in tutto senza mente.
Ciò fecemi sragionar di lei
Assai che piangevo sì sovente
Stille dal sapor di giubilei.
 
Questo mio cuore, sempre languente
Lamentavasi de ‘l tempo che perdei
Seguendo ella, Chimera ardente
Che ignoravan di carpir pur gli dei.
 
Or, con in mano un pugno di mosche ,
Di scorgermi allo specchio rifuggo
Pur di non scorger ombre losche.
 
E anche il paesaggio, sfuggo;
Poiché le tinte son tanto fosche
Come muro di smorto stucco.
__________________________
S. Èffrena, 14 aprile 1996
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5 Risposte to “Autoironia d’uno sconfitto amoroso”

  1. valivi Says:

    http://centauraumanista.wordpress.com/2013/02/17/non-ce-due-senza-tre-un-altro-premio-per-me/

  2. ludmillarte Says:

    Fuggire per sfuggire, sublimarsi ? Mi piace molto, a prescindere. Complimenti :)

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