Inverno

Quando l’ora si fa tarda,
E gl’occhi miei agognano
Sperduti al buio, la testarda
Luce perduta: essi sognano.
 
Sognano miraggi fantasiosi
Tra boschi virginei, verzieri,
Ove frutti da’colori radiosi
Ascondon tesori, tali a forzieri.
 
Forzieri, metalli e segreti,
Ove chiavi or rugginose
Dischiudon disii, ascosi greti,
Tra radici e cave di rose.
 
E rose son e così dannate
Le mie passate solari gioïe,
Che sorprese, imporporate,
Le mie guancie son come foglie.
 
Foglie sole, senza linfa alcuna,
Mentre le luci de ‘l mio sogno
Si fan smorte, come luna
In quel cielo ch’io agogno.
 
Agogno. È buio ancora, adesso.
Vorrei che da le scapole mie,
Da quell’osso duro e spesso,
Nere ali spuntasser, come poesie.
 
Poesie, quelle, di piumaggio
Notturno, che in volo gagliardo,
Padrone di antico retaggio,
De la mia fine saranno baluardo.
 
______________________
 
S. Èffrena, 20 gennaio 2013
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2 Risposte to “Inverno”

  1. dianasemeniuc Says:

    Bellissima! Complimenti!

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