Grovigli di rame

A questo infame groviglio
Di rame de ‘l mio cuore macerato,
Dico che nessun cartiglio
Sarà più coperto e risparmiato.
 
Tizzoni ardenti in Satanasso
Lambiranno i fogli, un per uno
Regalandomi almen lo spasso
Di obliarti in un nessuno.
 
La memoria, i bei ricordi,
Infangati da ‘l tuo veleno
Torneran a’ primordi
Quando ‘l ciel apparìa sereno.
 
Mai più lacrime e singhiozzi,
Basta tormenti immotivati:
Di questi malefici stocchi
Ho i rifugi or trovati.
 
Certo, son condannato:
Ho pestato la bellezza,
Ne sarò ben tormentato!
Ma dov’era la purezza?
 
Rivoli di stagnante guano
Accumulati in mesi odiosi
Mi trasportavan lontano,
Senza intorno occhi pietosi.
 
Nello scontro con me stesso,
In questa rapida esistenza,
Ho troppo fatto il fesso:
Ho inneggiato alla scemenza.
 
Or concludo, porta chiusa;
Scade il tempo, repentino.
Già una pianta s’è dischiusa
Ed il ciel è adamantino.
 
_______________
 
S. Èffrena 11.01.2013
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