L’Eternité, a mio parere

Elle est retrouvée.
Quoi? – L’Eternité.
C’est la mer allée
Avec le soleil.
 
Ame sentinelle,
Murmurons l’aveu
De la nuit si nulle
Et du jour en feu.
 
Des humains suffrages,
Des communs élans
Là tu te dégages
Et voles selon.
 
Puisque de vous seules,
Braises de satin,
Le Devoir s’exhale
Sans qu’on dise: enfin.
 
Là pas d’espérance,
Nul orietur.
Science avec patience,
Le supplice est sûr.
 
Elle est retrouvée.
Quoi? – L’Eternité.
C’est la mer allée
Avec le soleil.

Arthur Rimbaud, Maggio 1872

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Ciò che più può essere deleterio nei confronti di un artista, è il tentativo di dare spiegazione alle sue opere prescindendo da ciò che l’artista pensa. Processo, questo, che somiglia all’atteggiamento di chi sentenzia accuse infondate nei confronti di un innocente; semplicemente, la vittima di tale comportamento pernicioso, non può difendersi, o, se lo fa, viene messa a tacere.

Ne L’Eternité, l’analisi deve fuggire dalla psicologia, dalla religione e dalla fredda osservazione del periodo storico in cui l’opera era stata concepita; senza rendere puri gli strumenti chirurgici dell’operatore, da quei mali tipici della nostra società in via di disfacimento, si cadrà inevitabilmente nella storpiatura del soggetto, portandolo alla setticemia e quindi alla morte.

Mi accingo a fare questo, ora che la corona dei miei capelli, cinta da uno strazio inenarrabile, fa ondeggiare la mia lucidità tra disperazione, rassegnazione e ribellione, lasciandomi solo rari momenti per riprendere fiato.
Mi adopero a fare questo come gesto di amore verso Rimbaud, che in un modo o nell’altro ha accompagnato uno dei periodi più belli della mia vita, come sa bene chi mi conosce.

***

L’Eternité è innanzitutto fuori dal tempo e fuori dallo spazio. Non sono identificabili luoghi, persone o fatti. La vicenda, oserei dire, è astratta, ma allo stesso tempo, ovviamente, nasce dentro il cuore del Poeta che opera su se stesso una lucida ma straziante analisi del momento che sente vivere in sé.

Primi 4 versi

La Poesia inizia con l’identificazione di un momento di pace assoluta: il ritrovamento dell’Eternità; essa nasce dal sole e dal mare. Inutile cercare significati reconditi, perché appare chiaro che questa è una vera e propria sensazione tradotta in immagini. È l’identificazione di un momento di Pace, forse definitivo, anzi, assoluto.
La forza dirompente di questi quattro versi è tale, che Rimbaud avrebbe potuto benissimo fermarsi qui se, dentro di sé, non fosse stato pervaso dal fuoco magico, raro e irresistibile dell’Ispirazione.

Versi da 5 a 8

Chi è questa Anima sentinella? Io penso che Rimbaud abbia voluto sottolineare una cosa: Al di là della concezione religiosa o spirituale della nostra essenza, è chiaro che in tutti noi esiste una Anima, pura, incorrotta, che nulla ha a che vedere col nostro corpo. Essa è prigioniera delle miserie umane, siano esse ideali o materiali. L’Anima, purtroppo, risente del suo rapporto di sostanziale sudditanza col corpo e per questo, apparentemente, potrebbe sembrare corrotta. Per questo il Poeta dice: Mormoriamo la confessione / della notte così nulla / e del giorno di fuoco. Arthur parla al plurale, dice Murmurons; perché? Io credo che la ragione stia nella capacità del Poeta di riuscire a distinguere la materialità (o mondanità) e l’Anima sua ospite. Benché ospite, quest’ultima, ha la capacità di distinguere ciò che rende la notte così nulla e il giorno di fuoco. La confessione di uno slancio di verità. L’Anima, benché oppressa, è vigile, cioè, Sentinella attenta alla riconquista del suo stato di libertà.

Versi da 9 a 12

Adesso, un colpo di classe assoluto: Il Poeta riconosce che l’Anima è destinata ad altre cose, superiori, sottolineo. Infatti humains suffrages e communs élans, non sono degni di interessare ciò che l’Anima è e per questo Essa si libera in un vero e proprio disingaggio, decidendo come procedere, per sua natura libera.

Versi da 13 a 16

E qui un ritorno alla materialità fisica: Solo dai preziosi tessuti ardenti di vita, tutto ciò che accade si manifesta senza sosta e senza sazietà.

Versi da 17 a 20

E infatti, la casa dell’Anima, questa sorta di limite temporaneo è pas d’espérance / nul orietür. La pazienza che sta strettamente legata al metodo (science) e inevitabilmente agonizza nel supplizio, nella sofferenza, nelle delusioni. Al di là delle gioie effimere.

Ultimi 4 versi

Dopo questo percorso, in cui Rimbaud ha trasmesso tutto il suo sentire intimo e più puro, ecco il ritorno al tema iniziale. La Purezza di una Pace che nasce da un’intima volontà di distacco.

S. Èffrena

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Una Risposta to “L’Eternité, a mio parere”

  1. Qui giacciono i miei cani – A mio parere. « Poesie e prose di S. Èffrena Says:

    […] il vero testamento spirituale e umano di Gabriele D’annunzio. Al contrario di quanto ho scritto a proposito de L’Eternità di Rimbaud, qui i versi sono radicalmente ancorati a ciò che è […]

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