Barchetta

è un piccolo legno, una barchetta
ha per sfondo un sole morente
solca la baia, corrente stretta
tra fari e cordami, silenzio stridente.
 
alcun timone, sotto, da tanto,
ne tiene la rotta.
Circe, col suo incanto,
la guarda e rimbrotta.
 
E questa piccola vela,
verso quel rosso d’antartide,
scivola con aria sincera,
su dolce liquido di naiade.
 
Ma che silenzio la notte:
la tempesta nemmeno s’affaccia:
tratta la barca tal ad una botte,
nemmeno di un uragano la minaccia.
 
da un vecchio brigantino
raccontano secchi marinai,
di una barchetta con vela di lino,
un legno leggero scevro di guai.
 
lo videro al tramonto, lontano al contrasto
ombra cinese su seta rossa,
sul mare blu infinito e vasto;
ma chi lo governava? chi lì si spossa?
 
Son dicerie da vecchia taverna.
Il rum sfavilla pietoso su quegli occhi grigi.
Quel calore, che tutto iberna,
pure i cuori rende bigi.
 
Eppure, lo sguardo aguzzando
lì si vede,  scivolare dolcissima,
quasi vigorosa e forse sognando,
una barchetta, fronte al sole, luce vivissima.
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