Al bivio.

Ho perduto la bozza dell’articolo “Viaggio a Parigi”, WordPress me l’ha cancellata, con mio grande rammarico.
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Mi sono dunque deciso a pubblicare in venti parole per ciascuno, i miei ultimi due viaggi. Perché venti parole? Non c’è una risposta. Perché no? In fondo oggi si legge con superficialità e probabilmente basta una sfilza di parole per trasmettere un’esperienza. Si va verso la semplificazione: Probabilmente il millepiedi perderà le zampe e non avrà più bisogno di spiegarne il funzionamento. Ma, chi non ha la chiave di lettura dei miei ultimi articoli? Credo che non ne abbia bisogno. Ogniuno vede ciò che vuole vedere; succede nei tribunali, succede negli stadi, succede nelle relazioni private. Io ho la mia chiave di lettura e del resto me ne infischio. Chi vuol capire, capisca come gli aggrada.
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Stelio arriva ad un bivio. Nell’articolo perduto rammentava l’incontro con il Poeta per eccellenza, la riscoperta di un sé perduto e la probabile ricaduta in un antico vizio marziale, anzi, “marziano”. Non si parte, però. Falso allarme, ciurma! Esercitazione: Tornate tutti ai vostri posti. Nocchieri, Nostromo! Marinai!!! Che cavolo guardate? Nulla vi deve interessare, qui. Non ricordate che il vostro berretto non ha la visiera, perché i vostri lavori vi impongono di non guardare l’orizzonte? La visiera ce l’ho io, io sono il Comandante, io guardo l’orizzonte e il Secondo Ufficiale guarda l’orizzonte lui pùre, ma solo dove dico io!
 
Ma si può essere i comandanti di una vita alla deriva? Probabilmente, sì. Il fatto che una vita vada alla deriva non comporta necessariamente che sia scevra di comando. Anzi, anche nella deriva è necessario non perdersi nell’anarchia, nell’ammutinamento o, che so, nel naufragio. Tutte quelle cose rappresentano la perdita della volontà ultima e il Comandante Stelio non lo desidera. Il Comandante desidera disciplina anche nella fine, nello sfacelo; perché anche il disastro è uno spettacolo interessante, che può essere raccolto in alcuni appunti.
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Ricordi.
Alcuni frammenti del “Viaggio a Parigi”, perduto nei codici binari di WordPress:
<<sarò nudo e ruggirò, incapace di articolare parole, fuggendo per la campagna, gli occhi fuori dalle orbite, bruto. La pelle sporca, accapponata, la gola strozzata da lamenti assurdi! Decidere di Decidere…>>[…]
 
Difficile ricordare il resto, si accavallavano esperienze recenti di viaggi a Casteddu, detta, al secolo, Cagliari, per sostenere un assurdo esame dove bisogna dimostrare l’ordine di funzionamento delle zampette del, predetto sopra, millepiedi; ospite di una poco lussuosa, ma molto storica Foresteria “antistante il Comando Militare Autonomo in Sardegna”, ho trovato spunti interessanti di riflessione su Verlaine, su Poe, su Rimbaud eccetera. Nel contesto, lo sciopero di quei dipendenti dell’impresa di pulizie che mi ha costretto a prendere il pullman; pranzi e cene disgustosi/e, colazioni insipide e amare. Poi appunti sparsi, visioni del “dopo”:
<<Sarà una massa informe, contorta, sanguinolenta>> […]
E altro non ricordo. Può un viaggio in macchina ispirare pensieri del genere? A me sì. Comunque ho sempre ritenuto inutile pensare al “dopo”, perché in realtà non ci interessa. Quello che conta è il mentre e il come. Lasciar in ordine i conti non è “dopo”, è Dovere, che può essere fatto “Prima”.
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Spero di non essere rammentato in modo diverso da come è stato rammentato il figlio del Generale che ha catturato il famigerato Fra Diavolo. Oh, per carità, non mi paragono all’Eccelso, ma non vorrei neanche dare àdito a dubbi, in fondo sono qui a spiegarmi e a dispiegarmi.
 
Comunque sia, il bivio è cieco anche nel tentativo tardivo di imboccare la strada maestra di provenienza. Nulla la destinazione, nullo il programma. La spirale si avvolge su se stessa e la coda circolare svanisce lentamente, come un Mondo di Oz, ma al contrario; illudersi di sognare non significa sognare realmente, perché siamo di carne e ossa, no? Ora so che non è l’intelletto schiavo della carne, ma è la carne, schiava dell’intelletto.
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E i Filosofi, lì che si affannano, he, he, he.
Stelio. ECCO sono!
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