Il sacrificio.

“Son pronto, suprema ora di morte…
Non la mia, ma della felicità,
Dell’allegria che illumina la Corte
Mischiata a cotanta volgare ilarità.

Voglio un cuscino di chiodi
E un materasso di vetri rotti
Rimembro i bei momenti prodi
Dai mille amori sedotti… “

Testamento è questo de’ servi d’Amor
Che stufi del funesto strepitare
Affogano nel più becero dolor;

Ma non è meglio respirare,
E soffocare l’amore nell’ardor…
E morire in un fosco crepitare?
_______________

Stelio 18.03.1995, Sabato.
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