Ristori.

Mentre la pelle carezzami ‘l vento
In un tòcco d’impalpabile languore,
Entro me, ne l’imo mio sento
Gorgheggiar un timido stupore.

Quel che provo, Musa cara, a stento
Dir potrei sanza da ‘l rossore
Essere assalito e, sai, non mento,
Mentre scrivo cinto da ‘l tremore.

Su la carta bianca confessar posso
Quel che dir nol voglio e il dono
Faciollo a te, saltando questo fosso!

Dunque, sulla madre terra prono,
Rido, piango e a l’Amor mi spòsso.
Indi dico: “Musa… innamorato sono”.

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Stelio, 18.07.1995, Martedì, al mare, di sera.
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