Vagando pel assurdo.

Mentre una rapida e grigia coltre
Vela all’occhio mio la collina,
Lo sguardo de la mente vaga oltre:
Tra abissi insondati e una cupa brina.

Sporgon là, bianche ossa insepolte
De’ ricordi tristi; e sùbito, lì vicina,
Una quercia, le radici marce, contorte,
E, impiccati, i sogni, ove tutto declina…

Un flautista pazzo, vicino a ‘l suo dio,
Soffia motivi d’angosciosa amarezza
E le note stridono in fondo al mio Io!

E pervademi, in fondo, un’ebbrezza
Che rantolando a quell’essere invio,
Mentre la ragione di schianto si spezza!

____________________

Stelio, 06.09.1995, Mercoledì.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...