Senza senso.

É un crepuscolo nero e aberrante
Con ombre pallide e scuri albini.
Calpestan la pietra, passo strisciante,
Scrutano uomini, oh, morti supini.

E se s’innalza forte dall’Inferno,
Un tempo freddo, una sorda risata,
Essi fremono e gioiscono dell’infermo,
Mentre ruba suo fiato una folata!

Quando la pioggia infilza ‘l terreno,
Un essere da lì scivola, impreca, grida,
gli occhi vuoti fissando ‘l buio pieno…

Oh, la sua stanchezza di pace priva!
E ombre ed albini, senza sereno,
Capiscono. Cosa? L’immensa Deriva.
____________________
Stelio, 18.09.1994, Domenica.
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