Conclusione.

C’è un’ora nella notte ove i grilli non cantano:
É, quella, l’ora silente e del pensiero.
Lì, forse, tutte le alme danzano…
Nel buio spesso, nel buio nero.

E se il magico silenzio rompe, un sussurro,
Esso è amplificato, in cerchi concentrici,
Degni di Paradiso caldo e azzurro,
Dove mai esiston modi eccentrici.

É sacrilego vìolare il silenzio conquistato:
Par esso un precario equilibrio,
Come opra di chi con dolore ha perdonato.

Ma divelto è, ora, l’animo, senza brio:
A cantar il grillo ha riniziato,
E geme, sanza posa o requie, sanza dio.
______________________

Stelio, 30.09.1994, Venerdì.

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