Archive for maggio 2010

Senza senso.

28 maggio 2010
É un crepuscolo nero e aberrante
Con ombre pallide e scuri albini.
Calpestan la pietra, passo strisciante,
Scrutano uomini, oh, morti supini.

E se s’innalza forte dall’Inferno,
Un tempo freddo, una sorda risata,
Essi fremono e gioiscono dell’infermo,
Mentre ruba suo fiato una folata!

Quando la pioggia infilza ‘l terreno,
Un essere da lì scivola, impreca, grida,
gli occhi vuoti fissando ‘l buio pieno…

Oh, la sua stanchezza di pace priva!
E ombre ed albini, senza sereno,
Capiscono. Cosa? L’immensa Deriva.
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Stelio, 18.09.1994, Domenica.
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Marzo, il cielo, l’oliveto.

27 maggio 2010
É buio: vedi lassù l’Orsa Maggiore?
Sette nomi diedi ad ogni stella,
E certamente, cuor mio, la più bella
‘L nome tuo porta… fragrante sentore!

Rilucono tutte ne ‘l fresco livore
D’una notte rilucente di favella,
D’una notte adamantina, quella,
Che lenisce tanto ‘l mio tristore…

Su di un piccolo oliveto, ben curato,
Sta un mandorlo carco de’ suoi fiori,
A centinaia, bei soli e tanto profumati:

Quando de ‘l vento arriva sì il fiato,
Posansi su ‘l terreno, quei bianchi colori,
Tali al manto che protegge innamorati.
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Stelio, 19.03.1997, Mercoledì.

Conclusione.

14 maggio 2010
C’è un’ora nella notte ove i grilli non cantano:
É, quella, l’ora silente e del pensiero.
Lì, forse, tutte le alme danzano…
Nel buio spesso, nel buio nero.

E se il magico silenzio rompe, un sussurro,
Esso è amplificato, in cerchi concentrici,
Degni di Paradiso caldo e azzurro,
Dove mai esiston modi eccentrici.

É sacrilego vìolare il silenzio conquistato:
Par esso un precario equilibrio,
Come opra di chi con dolore ha perdonato.

Ma divelto è, ora, l’animo, senza brio:
A cantar il grillo ha riniziato,
E geme, sanza posa o requie, sanza dio.
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Stelio, 30.09.1994, Venerdì.