L’enigma dell’uomo dalle suole di vento

21 maggio 2018

Traduco e pubblico un interessante articolo di Jacques Bienvenu tratto dal suo blog Rimbaud Ivre in cui dà una spiegazione ragionata sul soprannome che Rimbaud si portò dietro per tutta la sua breve esistenza, cioè, l’homme aux semelles de vent.
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È tempo di dare una risposta al piccolo enigma che mi è stato sottoposto da un amico appassionato di studi rimbaudiani. Voglio ricordare che Verlaine non ha mai nominato Rimbaud «l’uomo dalle suole di vento» e quindi ci si domanda da dove venga questa attribuzione a Verlaine. Ringrazio la persona che gentilmente ha dato una prima risposta (vedasi l’articolo precedente) e che riporto qui di seguito. Leggi il seguito di questo post »

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Il dottor Pascal – Recensione

20 febbraio 2018
Victor_Hugo-Zola

Satira: Zola prova a spodestare V. Hugo.

Le docteur Pascal è il coronamento del ciclo di romanzi Rougon-Macquart, scritto da Émile Zola (Parigi, 1840 – Parigi, 1902).

Finalmente possibilitato a leggere questo libro, praticamente introvabile nelle librerie di città, mi sono deciso a scrivere una recensione per evidenziare anche alcune impressioni personali sull’Autore e sul ciclo Rougon-Macquart.

Émile Zola

Ho scoperto questo autore francese durante il liceo. Passando di fronte a una edicola, recandomi a scuola la mattina, non potevo fare a meno di notare in vetrina un romanzo dal titolo Nana, edito dalla casa editrice Newton Compton nella sua epoca d’oro. Dopo diversi giorni che adocchiai quel romanzo con in copertina una fanciulla dipinta da Lautrec, mi decisi ad acquistarlo alla modica cifra di £.2.000; probabilmente non fu molto utile, per l’impianto generale, leggere per primo il nono romanzo del ciclo Rougon-Macquart, ma di per sé l’opera era comunque a se stante per quanto riguarda trama e personaggi. Sfruttando le tediose ore di lezione di matematica, leggevo Nanà (titolo italianizzato) e adagio Leggi il seguito di questo post »

teke-lili!

10 gennaio 2018

l’inverno, agognavo, pel bianco ghiaccio,
neve perfetta d’impalpabile trafittura
su i colli o dentro a un basso crepaccio
a cui barattare la pelle futura,

ma, niente. Elios, anco s’Io ti minaccio,
col carro infame porti su la tua sventura.
e ancor vittima di quell’abbraccio,
mi perdo in oceani caldi di lordura.

intanto, strani antartidi scuri
vagano con piroghe scavate nel tempo,
gli sguardi ottusi e i musi duri

mormorando TEKE-LILI! al vento:
preghiera o bestemmia a Dei futuri
fatti di bianco, neve e stento.

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S. Èffrena, 10.01.2018

 

Cosmologia del Mondo Norreno (Vol. VI)

24 maggio 2017

Quando l’arcobaleno aveva un Significato.

Mitologia e Leggenda

Secondo la mitologia norrena, esisteva un collegamento tra cielo e terra e questo era svolto dall’ásbrú, il ponte arcobaleno. Questo ponte ha altri nomi: Bilröst, la via dai molti colori o Bifröst, la via tremula, e furono gli dèi stessi a costruirlo, con arte e profonda sapienza. Passaggio arduo e difficile, il ponte arcobaleno è accessibile soltanto a coloro che sanno come accedervi. Bifröst ha tre colori, manifestazione perfetta di sacralità e il rosso, simbolo del fuoco che arde. L’altra estremità del ponte, sul quale sono incise rune, giunge ai piedi della rocca di Himinbjörg, là dove si spalancano i cancelli di Ásgarðr. In quel luogo Heimdallr, la sentinella degli dèi, veglia giorno e notte, attento che i giganti non abbiano accesso al ponte arcobaleno e non tentino di scalare il cielo. Anche se fragile all’apparenza, il ponte Bifröst è solido e fatto con…

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blutfahne o la torre più grande

20 aprile 2017
Berlin-Neue-Reichskanzlei-Modell

nuova cancelleria

la torre più grande, imponente,
su assoluti grovigli d’acciai,
perpetui su lato nord-oriente Leggi il seguito di questo post »